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Limite uso contanti

ANTIRICICLAGGIO: DAL 1° LUGLIO 2018 GLI STIPENDI NON SI POTRANNO PIÙ PAGARE IN CONTANTI

A decorrere dal primo di luglio 2018 i datori di lavoro o committenti dovranno obbligatoriamente pagare le retribuzioni ai dipendenti in modalità tracciabile

- bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
- strumenti di pagamento elettronico;
- emissione di assegno consegnato direttamente al lavoratore.

Pertanto non si potranno più corrispondere le retribuzioni per mezzo di contanti direttamente ai dipendenti.
L’obiettivo della norma è di limitare le ipotesi di pagamenti retributivi inferiori a quanto effettivamente dichiarato, tutelando in tal modo il lavoratore che abbia ricevuto un importo differente da quello scritto in busta paga.

Casi di non applicabilità
La tracciabilità dei pagamenti prevede alcune esclusioni:
1. nei rapporti di lavoro instaurati con la pubblica amministrazionedi cui all’articolo 1, comma 2 del D.Lgs. 165/2001;
2. nei rapporti di lavoro domestico che rientrano nella sfera applicativa dei contratti collettivi nazionali per gli addetti a servizi familiari e domestici. In sintesi colf, badanti e baby sitter, vista la peculiarità della tipologia di lavoro subordinato, potra no continuare ad essere pagati in contanti.

Limiti all’uso del contante nella normativa antiriciclaggio
Le novità introdotte dalla Legge di bilancio 2018 vanno ad aggiungersi alle limitazioni all’uso del contante già previste dal decreto legislativo 231/2007 L’articolo 49 vieta il trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi tra soggetti diversi, siano essi persone fisiche o giuridiche, quando il valore oggetto di trasferimento sia complessivamente pari o superiore a Euro 3.000,00.
Non si configura come un trasferimento tra soggetti diversi il prelevamento o versamento per cassa in contanti dal proprio conto corrente. Si precisa che gli assegni bancari e postali, gli assegni circolari, i vaglia postali e cambiari emessi per gli importi pari o superiori a Euro 1.000,00 devono recare la clausola di non trasferibilità

Sanzioni
Nel caso di pagamento dello stipendio in contanti:
Il datore di lavoro o committente sarà sottoposto a sanzione amministrativa pecuniaria di importo comprensivo da 1 .000 a 5.000 euro.
Nel caso di violazioni alle limitazioni sull’uso del contante:
Alle violazioni delle disposizioni di cui all’articolo 49, commi da 1 a 7 si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 3.000 a 50.000 euro